Linea CS (Circolare Sinistra), le mie note ispirate da Ischia

Ciao a tutte e a tutti,
lo so che e’ piu’ di un anno che non pubblico pezzi miei.
So anche che probabilmente nessuno se ne e’ in fondo accorto. :-)
Forse i bot di Google si’, ma poco importa.
In realta’ in tutto questo tempo ho scritto e arrangiato molta musica, ho progettato alcuni sintetizzatori (di cui uno decisamente innovativo, che svelero’ tra qualche tempo), ho realizzato un sacco di pedali di effetti per molti chitarristi.
In piu’ ho partecipato come espositore, col mio marchio di strumenti musicali elettronici Garretlabs, al MEFF 2019, la mostra di sintetizzatori e musica elettronica di Firenze.
E li’ ho conosciuto (o incontrato di nuovo, come nel caso del Presidente Luca) delle persone speciali, accomunate come me dalla passione per gli strumenti musicali elettronici e il DIY.
E tutte queste persone fanno parte o hanno fatto parte della community piu’ spettacolare di Facebook: Synth Cafe’.
Allo stesso tempo, non e’ stato un anno facile per me. Non lo e’ stato per niente, ne’ a livello familiare, personale e lavorativo.
E’ appunto per questo che io e Monica una volta all’anno dobbiamo rifugiarci in un luogo stupendo, in cui riusciamo a scappare dalle difficolta’, e a immergerci nella natura e nelle acque benefiche che vi sgorgano.
Sto parlando dell’isola di Ischia, un luogo magico del nostro mare Mediterraneo, pieno di persone vere, sincere, gentili. Dove si mangia e si beve benissimo ( e si fischia :-) ).

Sant’ Angelo di Ischia (foto -bellissima- di Monica)

Noi ci muoviamo attraverso l’isola usando i mezzi pubblici, e in particolare la linea di autobus chiamata Circolare Sinistra (CS).
La CS fa un giro antiorario di Ischia e attraversa tutti e quattro i comuni dell’isola,e passa dalle spiagge alla montagna, e, oltre ai turisti, ospita tutti i personaggi piu’ particolari che si possano immaginare.
Ischia e sopratutto la linea CS, mi hanno ispirato il pezzo che oggi vi propongo sul mio sito.
E’ una suite di 19 minuti che racconta, in note, il nostro viaggio verso Ischia e poi un giro completo dell’isola sulla linea CS.
Questa suite prosegue la mia ricerca “sul viaggio” che avevo iniziato col brano “Linea 1″ dedicato alla Tramvia di Firenze, e lo richiama in alcune parti.
Per finire la registrazione e il mix del pezzo ci ho messo davvero un sacco di tempo, sopratutto per le parti di guitar simulator … ma penso che alla fine sia venuto un buon brano, molto arioso, marino, positivo.
Tutte le parti di tastiera sono state fatte con il mio Roland JD800, che ho restaurato nel mio laboratorio l’anno scorso…e solo per questo Linea CS e’ un pezzo di me.
Il mix che ascolterete e’ ancora grezzo, ma mi e’ venuto di getto…proprio mentre mi trovo a Ischia. E quindi voglio condividere con voi questo risultato, che spero vi piacera’.
Non mi resta che augurarvi buon download, buon ascolto…e raccomandarvi di visitare Ischia, almeno una volta nella vostra vita.
Un abbraccio  a tutte/i voi… e buone vacanze!

PS: dedico questa mia suite a Luca Minelli per aver creato e fatto crescere il gruppo Synth Cafe’ (e per avermi dato un posticino nel gruppo), e a tutti gli amici e le amiche che ho conosciuto in questo splendido gruppo. Che e’ veramente una “community fuori dal comune”, piena di persone uniche e speciali, per me tutte fonte di ispirazione e di serenita’.

 

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Linea 1, colonna sonora per un viaggio

Torno finalmente a scrivere sul mio diario musicale, dopo un silenzio che mi sembra infinito.

Un silenzio fatto pero’ di tanti esperimenti musicali, sia suonati che progettati. Si’ perche’ come sapete (lo sapete?), ho iniziato e portato avanti l’ avventura Garretlabs, una avventura che e’ partita da un blog dedicato al software e all’hardware open source (http://garretlabs.wordpress.com), e poi, pian piano, e’ passata attraverso la progettazione e la produzione di sintetizzatori digitali ed analogici, ha avuto l’occasione di farsi conoscere a TEDx Arezzo 2016, e poi e’ arrivata alla progettazione e alla produzione di effetti audio (pedali ed affini) per chitarristi e bassisti. Grazie a dei cari amici che hanno creduto in me (Alberto e Massimo) ho avuto la fortuna di realizzare un delay per il mitico Red Canzian dei Pooh e un cross-switch per Saverio Lanza (fondatore dei Rock Galileo, adesso nella band di Biagio Antonacci e Irene Grandi, produttore di molti artisti tra cui Cristina Dona’), ma anche per un sacco di altri amici chitarristi davvero eccezionali (Fabio Menetti, Pascal Baracani, Alberto Cecchetti e molti altri).

Nel frattempo, grazie a un altro personaggio mitico della scena musicale italiana, che ho avuto la fortuna di incontrare prima come fan e poi diventandone amico e collaboratore (sto parlando di Alessandro “Mazza” Artigiani dei Tossic, storica band metal del nostro paese), sono riuscito a mettere le mani su una Yamaha DX7 (uno dei miei sogni di bambino), a ripararla e infine a suonarla. Questa DX7 e’ diventata, coi suoi suoni cosi’ cristallini, vintage ma non troppo, dolci come une ballad anni 80 di Phil Collins, la base del mio nuovo pezzo.

Era tanto che non creavo un pezzo di quelli davvero lunghi, memori del rock progressivo che da sempre amo alla follia. Stavolta la mia ispirazione e’ venuta da un viaggio mattutino sulla Linea 1 della Tramvia di Firenze, che collega Scandicci alla Stazione di Santa Maria Novella di Firenze. L’ascolto della musica in cuffia (erano i Tangerine Dream) inframezzata al brusio di sottofondo delle persone, dei cellulari che squillano, dei bambini che piangono, mi ha dato una sensazione strana, di intermittenza tra connessione umana coi compagni di viaggio e di rilassamento personale nell’ascolto della musica eterea dei Tangerine Dream.

Parlandone con la Monica, lei mi ha detto: “Perche’ non fai un pezzo musicale in cui racconti queste sensazioni, magari inframezzandolo con i suoni presi direttamente da un viaggio in Tramvia? Potresti fare un pezzo lungo esattamente quanto la duranta del viaggio da Scandicci a Firenze, e inserire anche i nomi delle fermate….”

Beh, l’idea del pezzo e’ tutta qui: Monica ha registrato i rumori di fondo delle carrozze durante vari viaggi in Tramvia. Io nel frattempo ho scritto, arrangiato e registrato un pezzo di circa 20 minuti, fatto di pieni e di vuoti, di pezzi piu’ veloci e piu’ eterei, di parti ritmiche e di sospensioni. Molto vario e secondo me per niente noioso.

Alla fine ho inserito nel brano alcune delle parti registrate da Monica (che ringrazio infinitamente sia per l’ispirazione sia per essere coautrice in questo mio pezzo), per cercare di rendere con questo mix di musica/rumori di fondo, quella sensazione che ha dato il via a tutto il processo di creazione di questa canzone/suite decisamente un po’ atipica.

Tutta la musica e’ stata registrata usando la DX7, tranne le parti fatte col mellotron, il guitar simulator e ovviamente la batteria. E credo che sia venuto un bel risultato.

Adesso lascio a voi l’ascolto e qualsiasi feedback che mi vorrete dare, positivo o negativo che sia. Io come sempre ho composto la mia musica col cuore e ve la regalo con altrettanto cuore.

Grazie della attenzione che le vorrete dedicare e… come sempre buon ascolto!!

 

 

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Contarino Lastri -Sinergy : “4 Elements”

Il progetto Contarino Lastri – Sinergy nacque quasi per caso (come spesso nascono le cose belle) nel luglio 2015 da un’idea di Mario Contarino, grandissimo musicista, compositore e arrangiatore romano.

Mario mi contattò su Facebook dopo aver ascoltato il mio pezzo “Dont’ stop (dreaming)” .

Io, grazie a una segnalazione del mio amico bassista Fabiano Vezzosi, già  conoscevo Mario e conoscevo il suo grandissimo lavoro sul progetto TBP (http://www.tbpmusic.com/web/), di cui avevo comprato entrambi i cd (che consiglio a tutti voi, perché sono davvero spettacolari!).

Mario, dal sito uifficiale del progetto TBP

Sapevo bene che Mario aveva suonato nei mitici Ladri di Carrozzelle, anche al concerto del Primo Maggio di Piazza San Giovanni, e che aveva collaborato con personaggi che per me sono dei miti assoluti come John Macaluso, Giacomo Castellano, William Stravato. Inoltre aveva avuto complimenti personali da Marty Friedman e da Steve Vai!!

Quindi vi potete ben immaginare quanto fui stupito e allo stesso tempo felice del suo messaggio su Facebook, in cui mi diceva che avrebbe voluto collaborare con me per comporre una serie di brani di rock progressivo strumentale!

Davvero, non potevo crederci…e sopratutto non sapevo se sarei stato all’altezza di questa collaborazione!

Decidemmo fin da subito di realizzare quattro pezzi, dedicati ai quattro elementi, per realizzare un EP. La creatività, l’energia, la forza musicale e umana di Mario mi travolsero come un fiume in piena e fecero migliorare il mio livello compositivo e sopratutto la mia professionalità e la mia voglia di mettermi in gioco, con un partner artistico eccezionale e con un progetto che mi sembrava più grande di me.

Per alcuni mesi ci sentimmo quasi tutti i giorni scambiandoci via email commenti, idee, file audio e file midi. Fu un lavoro davvero impegnativo per me, che solitamente ho ritmi più rilassati, ma imparai davvero moltissimo da Mario in quei mesi, sia a livello musicale che umano. Perché lui non solo è il più grande musicista con cui io abbia mai composto e suonato, ma è anche una persona di una forza d’animo e di una grinta incredibile, e questo mi rese doppiamente felice del risultato che ottenemmo.

Dopo aver realizzato il demo definitivo, decidemmo di metterlo in standby per un po’ perché Mario doveva iniziare a lavorare sul nuovo lavoro del progetto TBP.

Oggi purtroppo Mario non c’è più, e ha lasciato un vuoto davvero immenso nel mondo musicale italiano. E anche dentro di me.

Ma la storia delle volte non finisce nel modo prevedibile che uno si potrebbe aspettare… perciò qualche tempo fa, mettendo a posto l’hard disk del mio studio ho ritrovato i quattro pezzi definitivi che preparammo io e Mario.

Quindi ho contattato Leonardo, il babbo di Mario, per chiedergli se gli avesse fatto piacere che mettessi sul mio sito “4 Elements”, allo scopo di far conoscere anche questo progetto di Mario, di cui ho avuto l’onore e il piacere di far parte. Leonardo è stato entusiasta sia dei pezzi che dell’idea, quindi ho ripulito e rimasterizzato i quattro pezzi del demo, e …beh, adesso sono qui per tutti voi che vorrete ascoltarli.

Spero che l’energia di Mario vi entri dritta nelle arterie e faccia pompare più veloce il vostro cuore. Perché a me è esattamente questo l’effetto che fa quando ascolto questi brani.

Contarino Lastri – Sinergy “4 Elements”

Composizione: Mario Contarino e Marco Lastri – Arrangiamenti: Mario Contarino con idee/suggerimenti di Marco Lastri – Mixaggio: Mario Contarino – Postproduzione: Marco Lastri – Logo: Marco Lastri

  •  Marco Lastri: hardware synth (prodotti da Marco Lastri, Garretlabs), software synth, hammond, piano, programmazione batteria.
  • Mario Contarino: chitarra elettrica, basso, programmazione batteria, effetti sonori, tastiere addizionali.


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Il mio intervento a TEDxArezzo 2016: hackerare la musica (e il pensiero)

Ciao a tutte e a tutti!

Ormai è passato un po’ di tempo dallo scorso 12 marzo, giorno in cui ho avuto l’onore e il piacere di partecipare come speaker all’ evento TEDxArezzo 2016.

Un momento del mio talk, foto di Francesco Ghignoni

Questo è il video del mio intervento, in cui ho raccontato come la mia passione per la musica, unita alla mia preparazione tecnica nei campi dell’informatica e dell’elettronica, mi abbia portato a fare un percoso fatto di note e di transistor che si è realizzato con la progettazione e la produzione di strumenti musicali e sintetizzatori, che adesso io uso per fare la mia musica. Nell’ intervento ho anche fatto una piccola improvvisazione di mjusica sequenziale (in omaggio a Tangerine Dream) utilizzando due miei sintetizzatori RockIT  Reborn che ho prodotto modificando l’idea originale del progetto open source (http://hackmeopen.com/rockit-build-info/).

Il fatto di aver partecipato in doppia veste, sia di musicista che di ingegnere, mi ha dato la forte convinzione che la passione e la voglia di fare possano davvero riuscire a spignerci a superare i nostri limiti e le nostre insicurezze.

Per questo ringrazio infinitamente Giacomo Melani, che mi ha voluto inserire in questo evento stupendo. E anche Francesca Severi, Riccardo Ghignoni, Francesco Ghignoni, Leonardo Olivito, Officina 31 e tutto lo staff, per avermi fatto sentire a casa e per avermi fatto trascorrere una delle giornate più belle della mia vita.

Ripenso ai talk degli altri speaker con cui ho avuto l’onore di condividere il palco (Adrian Fartade, Matteo Moretti, Anna Prandoni, Emiliano Santarnecchi, Paola Mattioli, Nicoletta Tinti, Michele Punturo, Antonio Stango, Giuseppe Mingione e Orlando Fiordigiglio), e credo davvero che ognuno abbia messo il cuore e l’anima in quello che ha raccontato. E ognuno di loro mi ha donato qualcosa che rimarrà per sempre dentro di me. Perché l’aver assistito a degli interventi straordinari da parte di persone normalissime e allo stesso tempo con delle storie bellissime da raccontare, mi ha davvero fatto credere che sia sempre possibile andare “oltre”.

Anche oltre ai muri insormontabili che non ci permettono di realizzare le nostre idee e i nostri sogni, e che molto spesso  derivano dalla mediocrità e dall’inettitudine di un mondo che troppo spesso è ancorato al passato, al nepotismo e alle “chiacchiere senza farina”.

Voglio riprendere lo slogan di TEDxArezzo 2016 (“Beyond”), perché andare oltre al pensiero comune è spesso difficile, bombardati come siamo da false informazioni, da falsi miti e da falsi personaggi imprortanti accolti spesso come fenomeni. Che invece sono fenomeni sì, ma da baraccone.

Però il mondo è davvero pieno di persone che vanno oltre, ogni giorno. Oltre le difficoltà, oltre le idee, oltre i propri limiti, oltre l’immaginazione, oltre i preconcetti e l’ignoranza diffusa che ci vorrebbe tutti automi servi del potere.

Il mondo è pieno di bellissime idee e di persone stupende che potrebbero (e talvolta possono davvero) cambiare ciò che ci circonda, partendo dalle piccole cose o da piccoli atteggiamenti, che troppo spesso non vengono considerati importanti da coloro che decidono. Ma che allo stesso tempo invece lo sono eccome.

L’organizzazione TED e gli eventi indipendenti TEDx (comunque autorizzati da TED) permettono a queste “persone speciali della porta accanto” di avere alcuni minuti per presentarsi al mondo e di condividere il loro pensiero e le loro idee. Che meritano di essere di divulgate. 

Se non ci credete, guardate il sito dell’organizzazione TED (https://www.ted.com/), e degli eventi indipendenti TEDx autorizzati da TED (https://www.ted.com/tedx/events , in cui potete vedere in tempo reale gli eventi TEDx che si stanno svolgendo nel mondo. Oggi 19 luglio per esempio ce ne sono ben sette: quattro negli Stati Uniti, una in India, una in Brasile e una in Cina).

Se poi volete vedere in dettaglio chi ha parlato di cosa a TEDxArezzo 2016, potete andare sulla pagina ufficiale di TEDxArezzo 2016 nel sito di TED (https://www.ted.com/tedx/events/15464). Oppure anche nel sito ufficiale di TEDxArezzo (http://www.tedxarezzo.com), in cui trovate anche il mio profilo (http://www.tedxarezzo.com/portfolio/marco-lastri/)! :-)

Infine guardate qualche video dalla immensa library di TED Talks (https://www.ted.com/talks) e dalla ancor più sterminata collezione dei TEDx Talks (sopratutto il suo canale Youtube ufficiale:  https://www.youtube.com/channel/UCsT0YIqwnpJCM-mx7-gSA4Q …in cui troverete anche tutti i talk di TEDxArezzo 2016, che vi consiglio caldamente di guardare in blocco ;-) ).

E in questa epoca in cui sembra che un signor nessuno sia qualcuno solo perché è sempre in televisione e/o perché sono bravi solo a dare aria alla bocca (sì, parlo anche e sopratutto di certi politici e di certi manager), avere uno spazio in cui poter condividere col mondo le proprie idee non è davvero poco.

Juno & Jupiter, un incontro ravvicinato nello spazio

Ormai tutti immaginerete che non sono un compositore prolifico. Lo so.

In realtà invece lo sono e scrivo un sacco di musica, ma ho il difetto che non riesco mai finalizzare i brani. Per il fatto che non ho nessun contratto con qualche sedicente produttore (per fortuna), non ho dei tempi da rispettare. E se da un lato questo permette alla mia vena creativa una libertà totale, dall’altro mi fa rimettere le mani infinite volte sullo stesso brano. E quindi non mi decido mai a dichiarare “ok, questo è finito!”.

Per questo al momento ho in lavorazione almeno venti pezzi diversi, a vari stadi: dalla idea base fischiettata nel cellulare, all’abbozzo suonato al piano, agli arrangiamenti finali, e addirittura alla fase di ascolto (e riascolto, e riascolto… e riascolto in macchina) per qualcuno di loro.

Tuttavia oggi voglio pubblicare un brano intitolato “Juno & Jupiter”, che ho iniziato a scrivere l’anno scorso (quindi nemmeno troppo indietro nel tempo stavolta!), e che è dedicato all’incontro ravvicinato tra il pianeta Giove (Jupiter per gli anglofoni) e la sonda spaziale Juno. Incontro ravvicinato che avverrà tra il 3 e il 5 luglio prossimi.

La sonda Juno e Giove (Immagine di pubblico dominio da Wikipedia)

L’apppuntamento tra questi due amanti appassionati è atteso da più di cinque anni (dal lancio in orbita di Juno), ed è una appuntamento che per noi italiani è molto importante.

Perché a bordo della sonda Juno c’è un pezzetto di Italia (lo strumento JIRAM, oltre ai sensori stellari), anzi, un pezzetto di Campi Bisenzio (perché JIRAM è stati sviluppato da una meravigliosa squadra di persone delle vecchie “Officine Galileo” a Campi Bisenzio, azienda che oggi chiama “Leonardo”) .

E in quel pezzetto prodotto a Campi Bisenzio c’è pure un pezzettino del sottoscritto, perché ho fatto parte di quella squadra… e questo mi rende tremendamente orgoglioso.

Tutti i sacrifici che abbiamo fatto durante lo sviluppo dello strumento me li ricordo bene, e proprio per questo sono ancora più felice del risultato che siamo riusciti ad ottenere.

L’idea per la parte iniziale del brano mi venne cercando di riarrangiare in chiave jazz un pezzo piuttosto noto dei Tossic, storica band di metal demenziale della provincia di Pisa (http://www.tossic.it/), intitolato “Birra” (grazie ai mitici Ale e Asma per l’amicizia e per l’ispirazione!!).

L’arrangiamento jazz di Birra è ancora in corso ma da quelle prime note improvvisate ne scaturirono subito altre che pian piano ho iniziato a dividere in vari movimenti, ognuno ispirato a una fase della missione di Juno nel suo viaggio verso Giove.

Come sempre nel brano ho suonato tutti gli strumenti, reali e virtuali. E tra quelli reali stavolta ho usato anche due strumenti prodotti dal sottoscritto (anzi, dal mio blog tecnologico Garretlabs: https://garretlabs.wordpress.com/): il Meeblip SE Reborn (riedizione tutta italiana modificata e overclockata del celebre sintetizzatore monofonico opensource Meeblip SE) e il Rockit Reborn M1 (un altro spettacolare monosynth open source, RockIt che ho riprodotto e modificato in varie parti).

Di entrambi i sintetizzatori ho parlato con immensa gioia alla conferenza-evento TEDx Arezzo 2016 (a cui sono invitato per parlare di come sia possibile “hackerare la musica”)… se volete vedere il mio talk al TEDx Arezzo, ecco qua il video!

Comunque, tornando a bomba, alla fine il brano Juno & Jupiter è diventato una minisuite di circa dieci minuti. Dieci minuti di rock progressivo strumentale elettronico, che spero vi piacerà.

Ma, prima di salutarvi, vorrei fare una dedica speciale a un amico che ho avuto la fortuna di conoscere lungo il mio cammino artistico e con cui ho avuto l’onore e il piacere di scrivere e arrangiare musica. E che purtroppo non c’è più.

Questo ragazzo, che si chiama Mario e che era il mastermind del bellissimo progetto musicale TBP (http://www.tbpmusic.com/web/ ), era un grandissimo compositore e musicista professionista, ma era anche appassionato di fantascienza. Un anno fa, dopo aver ascoltato il mio brano “Don’t stop (dreamin’)” (che trovate nella sezione download del sito), mi chiese se mi andava di comporre e produrre qualche brano prog insieme a lui. Lo abbiamo fatto davvero, sentendoci quasi tutti i giorni su Facebook e scambiandoci le parti registrate via email e su Dropbox. E nel mentre abbiamo anche parlato di satelliti, di pianeti e del mio lavoro.

Per me quella di poter collaborare, seppur a distanza, con lui, è stata un’esperienza artistica e umana meravigliosa, che non dimenticherò mai. Non ho infatti mai incontrato in altri musicisti professionisti la stessa forza d’animo, la stessa fucina di idee, la stessa grinta, la stessa professionalità e serietà di Mario.

Io da lui ho davvero imparato moltissimo, anche cose che poco hanno a che fare con la musica ma molto più con la vita.

Ciao Mario, molto probabilmente in questo momento starai guardando da vicino l’arrivo di Juno su Giove. Ecco, questa mia canzone voglio dedicarla a te.

Buon ascolto e buon viaggio a tutti voi.

 

 

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I can’t stop (dreamin’). E non posso smettere nemmeno di suonare.

E’ passato più di un anno da quando ho messo online per il download l’ultimo brano. E credetemi, non è stato facile. Perché nel frattempo ho continuato a scrivere musica, a registrarla e a suonarla.

Il fatto è che nel frattempo ho ri-iniziato a collaborare con le persone vere, e non solo con le macchine: in particolare io e l’amico di sempre Fabiano (già con me negli Entwined e nella DSB) abbiamo deciso di rimetterci in pista con un progetto che è davvero interessante e che sta coinvolgendo anche Eros Fromm (tastierista dello storico gruppo metal fiorentino Wyxmer) e Davide La Rosa (batterista della grandissima prog-metal band genovese Daedalus). Poi sono stato chiamato a far parte di una band davvero forte, composta da giovani e bravissimi musicisti (Pascal, Alessio, Fulvio e Tommaso). In questo caso l’obiettivo era quello di suonare dal vivo i brani scritti dal leader chitarrista del gruppo (Pascal). Dei brani davvero energici…ovviamente guitar-oriented e in stile Joe Satriani prima maniera. Che dire? nei primi due live abbiamo tirato fuori una grande energia….e penso che ne vedremo ancora delle belle. :-)

Maglietta dei Goblin, synth vintage (Roland D20) e bandana nera del periodo Entwined: è l’ora di tornare a suonare dal vivo con la band di Pascal!

In più nel frattempo ho iniziato ad autocostruire sintetizzatori e altre apparecchiature per la musica: ho assemblato diversi synth ibridi di Mutable Instrument, di Audiothingies e di Xavier Xoxse . Come si dice: l’appetito vien mangiando…e allora da lì alla progettazione e alla autoproduzione vera e propria (con tanto di produzione industriale dei circuiti stampati) il passo è stato breve. Quindi con il mio marchio tecnologico Garretlabs (nato dal mio blog garretlabs.wordpress.com, dedicato alle idee hardware e software open source) ho iniziato a produrre diavolerie elettroniche per aiutare i musicisti a fare ancora più rumore: pedali delay e chorus per chitarristi, noise generator, cravatte midi ( :-) ) …e adesso sto per ultimare il mio primo synth digitale polifonico!

Al lavoro su una cravatta MIDI…foto della Monica!

In più ho contribuito a far fare ancora più casino al grandissimo Ale Mazza (il cantante dei Tossic, storica band toscana di metal demenziale… che ascolto fin da quando ero ragazzino in prima liceo!!!!) con la progettazione e la realizzazione di un particolare noise generator: il Mazzulator! :-D

Il Mazzolator (modifica dello SparkPUNK di Sparkfun) durante lo sviluppo…notate il cd di ispirazione!

In tutte queste cose nate nell’ultimo anno sono riuscito (come scrivevo all’inizio) anche a scrivere e registrare diverse cosette. E oggi ve ne regalo una!

Il pezzo che andrete ad ascoltare (sempre se lo vorrete ascoltare ;-) ) è una minisuite strumentale decisamente new prog… nello stile degli IQ di metà degli anni 80. Questo brano era nato come un pezzo che voleva mettere in evidenza tutte le cose negative che la classe politica italiana odierna sta insegnando al mondo intero. In particolare volevo raccontare in musica di come sia facile in Italia fare politica, attraverso solo discorsi e bugie; di come gente improponibile, incapace e raccomandata possa presentarsi alle elezioni (e vincerle). Volevo anche parlare di alcune persone in particolare…

Poi però, riascoltando il pezzo nel mix “raw” insieme alla Monica, lei mi fece notare che in realtà questa musica le stava trasmettendo un messaggio positivo e motivazionale. Di quelli che ti spingono a darti da fare per migliorare le cose (o anche solo te stesso). E forse aveva ragione.

Allora io cambiai un po’ di cosette nell’arrangiamento (parecchie per la verità).

E così oggi questo brano trasmette anche a me un messaggio positivo.

E vorrebbe trasmetterlo a tutte quelle persone che sono stufe di gentaglia che chiacchiera e basta, che ci piglia per i fondelli, che ci ruba soldi in modo legalizzato e che poi di nascosto mortifica ogni cosa in cui in pubblico dice di credere.

Vorrebbe trasmetterlo ad alcuni studenti universitari (che ho conosciuto personalmente in questi anni) che meriterebbero molto di più dei mille euro al mese  che qualche approfittatore offrirà loro per orari di lavoro iniqui.

Vorrebbe trasmetterlo ai miei amici che sono in cassa integrazione, che non trovano lavoro pur meritandoselo molto più di altri, che vengono sfruttati attraverso sottili e legali ricatti dai propri datori di lavoro, o che, stanchi e demotivati, se ne vanno all’estero per realizzare loro stessi e i loro sogni.

Vorrebbe trasmetterlo anche a tutte le persone che ormai sono qui, e devono lottare ogni giorno contro le ingiustizie e contro la burocrazia.

Questo pezzo è per tutti loro. E per tutti voi che vorrete ascoltarlo.

Noi possiamo davvero cacciare tutti i parassiti che ci comandano ad ogni livello e ci fanno  la morale pur essendo molto peggiori di noi. Ovunque siano, ovunque si nascondano e qualunque ruolo ricoprano. Noi vogliamo una classe dirigente che sia migliore di noi. Non peggiore né uguale a noi, ma migliore.

Buon ascolto amiche ed amici. Questo è “I can’t stop (dreamin’)”. Come sempre ho suonato tutti gli strumenti (tra cui uno dei miei synth autocostruiti: lo Shruthi 1 Polivoks modificato) e ho fatto tutte le programmazioni. Il mix non è definitivo, ma a me non dispiace per nulla… e quindi ve lo faccio ascoltare.

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Waves: l’alternanza degli alti e bassi della vita

Chi non muore si rivede, care amiche e cari amici!
…E’ che io c’ho un sacco di progetti in ponte, non ultimi tutti quelli di Garretlabs (http://garretlabs.wordpress.com). E’ un sito di idee hardware e software open source (quasi come la mia musica!), e vi invito a visitarlo… chissà, qualche mi idea potrebbe interessarvi! ;-)

Ma oggi, finalmente, dopo un sacco di impegni per Garretlabs, riesco finalmente a mettere online per il download gratuito (come sempre sul mio sito) un nuovo pezzo strumentale, che si intitola Waves.
Con questo brano ho tentato di descrivere quei giorni che iniziano bene, in cui ti alzi -come si dice- col piede giusto, e per qualche ora sei sereno.
Poi, magari a causa di qualche rompipalle (sul lavoro o altrove) o peggio, di brutti imprevisti, vieni buttato talmente giù che non riesci nemmeno a fare i gradini di casa per buttarti sul divano.
…Ma ho anche tentato di descrivere quei giorni che sono il viceversa di quanto scritto finora: quando ti alzi e hai già il morale a pezzi, e poi capita qualcosa di bello e ti ritrovi a chiederti come mai prima stavi così male.
Credo (forse in modo piuttosto banale, lo capisco) che ogni giorno sia un’alternanza di umori alti e bassi, dovuti principalmente a “fattori esterni”, spesso indipendenti dalla nostra volontà.
E poi questi umori sono amplificati e/o attenuati dai “fattori interni”, cioè dai nostri singoli caratteri, dalle esperienze pregresse, dall’educazione ricevuta ecc.
Credo che queste “onde” (da qui il titolo Waves) facciano parte della nostra vita, e non essere trasportati dalle onde sarebbe come non-vivere, sarebbe non avere emozioni.
Un mare calmo è sicuro per la navigazione, ma nessun romanzo sarà davvero interessante se lo racconterà. Siete d’accordo?
Lo Sturm Und Drang della vita non è sempre un male se si è dei marinai esperti.
E se non lo si è, è la vita stessa che ci insegna il mestiere, volenti o nolenti. ;-)

Ok, basta con la filosofia e torniamo allle parti tecniche del brano.
Waves è un brano di rock progressivo principalmente elettronico, come nel mio stile.
Di durata medio-lunga (sui 7 minuti e mezzo), ha vari cambi di atmosfera e (secondo me) un bel finale con un assolo di guitar simulator che ha un po’ lo stile dei classici “solo” ariosi di Nick Barrett” dei Pendragon.
Questo è uno dei rari brani che ho scritto, suonato, arrangiato, registrato e mixato in appena due giorni. Ma non mi sembra un brutto risultato, spero che la pensiate come me dopo averlo ascoltato!Forse il mix è un po’ grezzo, con il basso piuttosto in evidenza…ma mi piace l’impatto decisamente “live” che ha.
Nel pezzo ho suonato il piano (…strano ma vero!), i sintetizzatori, il guitar simulator, il basso, ho programmato alcune parti di batteria…mentre altre le ho suonate per la prima volta interamente dal vivo (…e aggiustate poi in postproduzione :-) ) con la mia batteria elettronica Alesis DM-7 (nuovo acquisto del mio studio!).

Vi lascio alle mie “onde”, sperando che il loro ascolto vi trasmetta delle belle sensazioni.
Buona navigazione care amiche e cari amici, e non dimenticatevi il giubbetto di salvataggio! ;-)


PS: nel frattempo ho tenuto anche un seminario multimediale (fatto cioè di miei racconti e commenti assolutamente personali, intervallati da video d’epoca) sul rock progressivo alla Scuola di Musica Dario Vettori di Firenzuola.
Se aveste voglia di replicare questo evento in altre occasioni (feste paesane, cicli seminari, scuole di musica ecc.) scrivetemi tranquillamente, che l’indirizzo lo conoscete! :-)

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Il mio primo pezzo inedito del 2014: The M0ment (aka “The Moment Zero”)

Ciao a tutti e a tutte!

Poche parole per questo primo post dell’ anno: per festeggiare l’inizio del 2014 vi voglio fare piccolo presentino ;-) .

Trattasi di un pezzo inedito intitolato “The M0ment” (o “The Moment Zero”) che ho iniziato a scrivere a metà dell’agosto scorso e che, dopo la registrazione e il mixaggio, è rimasto un paio di mesi “a invecchiare” nel mio archivio.

L’ “invecchiamento” di un pezzo è quella fase in cui io non riascolto più il brano e in cui spesso mi dimentico anche della sua esistenza (e talvolta è un bene… :-) ). Se dopo qualche mese di “invecchiamento” il pezzo mi piace ancora, di solito decido che è il caso di non cestinarlo. Beh, questo brano, mi sembra invecchiato benino… e quindi ve lo faccio ascoltare, sperando che vi piaccia.

E’ una minisuite di 11 minuti, a metà tra il prog e l’elettronica, piuttosto tirata ma con alcuni momenti riflessivi. Il titolo e l’ispirazione mi sono venuti da quel momento in cui si “riparte da zero” e si ricomincia con una nuova fase della propria vita. Quello che io chiamo il “momento zero”, di solito, è un momento che scatena forti sensazioni (positive o negative non importa). Può essere la morte di una persona cara, la fine di un amore ma anche qualcosa di bello (e visto che abbiamo passato da poco Capodanno, anche il primo gennaio per qualcuno potrebbe essere stato per qualcuno di voi il “momento zero”!).

In ogni caso colgo l’occasione per fare a tutti voi (sia che The M0ment vi piaccia, sia che non vi piaccia :-) ) i miei migliori auguri per un 2014 sereno, e pieno di pulsioni artistiche.

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The Rebirth: il mio disco del 2003

Rieccomi qui,carissime e carissimi,stavolta per regalarvi  il download di un disco intero, impacchettato in un bel file zip. Un disco d’annata (che compie dieci anni proprio in questi giorni), e anche un po’ “dannato” (si fa per dire eh… :-) ).

Correva comunque l’anno 2003 in cui pubblicai “The Rebirth”, un disco che raccontava in musica i miei due anni precedenti. Due anni di sofferenze interiori e di disperazione che mi avevano spinto a rimettermi in gioco, a ricominciare da zero. Nella vita e nella musica. E il risultato di questa ricerca interiore e tecnica fu appunto The Rebirth, la rinascita. La mia rinascita.

La cover del ciddì, forse troppo ottimistica… :-)

Nonostante gli intenti il disco appare oggi al mio ascolto troppo freddo, con un mixaggio insuffciente e con le parti di batteria troppo piatte (tranne in alcuni episodi sporadici), ma lo reputo ancora oggi, per i motivi “laterali” di cui sopra, una delle cose più importanti che abbia mai prodotto.

Nel 2002 avevo realizzato un disco di cover rock e pop intitolato “Rumori di Fondo” (in cui ripresi in mano il microfono dopo secoli, e che spero di pubblicare presto su questo sito…), e a cavallo tra il 2002 e il 2003 un EP a tiratura limitatissima che conteneva alcune cover onestamente imbarazzanti (il titolo del cd era “Lastri Lithium”, e se ne avete una copia siete fortunati…mhhhh, forse :-) ) e avevo iniziato ad usare qualche ammennicolo tecnico nuovo, soprattutto per sfogare i miei pensieri nella musica.

In primis registrai il disco con un registratore digitale a quattro tracce della Yamaha, che aveva la caratteristica di usare come supporti i famigerati minidisc data e di salvare le tracce direttamente in mp3 a 128 kbit …che bellezza! :-) Poi avevo iniziato a usare per la prima volta dei synth virtuali che giravano sul mio vecchio catafalco di pc (un Amd K7 ormai perso nei gorghi del tempo). E poi soprattutto avevo introdotto nel mio “staff” due collaboratori di tutto rispetto: un Roland JD800 (attualmente in manutenzione) e una Korg Trinity V3 (che è ancora oggi il mio hardware principale).

Il sottoscritto ai tempi di The Rebirth, con i miei principali collaboratori…

Il risultato di questo rinnovamento tecnico  si riversò su The Rebirth, un concept (quasi del tutto) strumentale elettronico che raccontava appunto i miei due anni precedenti, con l’aggiunta di ben due bonus track: una reinterpretazione per piano e voce, fin troppo autoreferenziale, del mio primo pezzo (“Venerdì Notte”) scritto nel 1993, e un brano per solo pianoforte dedicato a San Padre Pio (“Certe volte capita di sentire il profumo dei fiori”), che suono spesso ancora oggi. Il disco conteneva poi come parte integrante quella che divenne la colonna sonora ufficiale del forum della comunità digitale di Lithium (www.lithium.it, ancora online ma non più attivo), e vide la partecipazione alla voce delle mie amiche Letizia Vitale e Raffaella di Bari. Nel 2008 ho riarrangiato,risuonato e cantato in prima persona il brano originalmente interpretato da Letizia…e lo pubblicherò a breve su questi stessi schermi! :-)

Il cd venne accolto piuttosto bene e recensito dignitosamente sul sito Escursioni Musicali dell’amico critico Francesco Fabbri, e sulla mitica webzine dedicata al rock progressivo Arlequins.it . Inoltre venne anche esposto e messo in vendita nel leggendario negozio di musica underground di Firenze Super Records grazie all’interessamento e al supporto di Nicola “Nick” e Giampiero.

Vabbè, come al solito mi sono dilungato anche troppo…e voi vi sarete annoiati a morte. Quindi vi lascio con le note di copertina originali copia-incollate da The Rebirth… e sopratutto al download di questo ciddì. Che come sempre, è una parte importante di me, carne e sangue della mia anima. Buon ascolto!

marco lastri {the rebirth} — orginal credits

  • one voice (intro)
  • in the darkness
  • soliloquy
  • desperation
  • people of lithium
  • brainwash
  • waiting
  • internal cold fusion
  • the rebirth
  • two voices (outro)

Bonus tracks:

  • una volta nella vita (capita di sentire il profumo dei fiori)*
  • venerdì notte (live 2003)**

*: this is a special bonus track dedicated to San Padre Pio. **: this is first time this song is recorded from 1993.

- executive production by marco lastri.

- this album © 2003 by marco lastri and morphmusic. all the tracks written, arranged and played by marco lastri.

- marco lastri plays the following instruments and softwares (in addition to the voice): korg trinity v3, roland jd800, akai k1000, yamaha dd12 digital percussion, soft synths and soft sequencers.

- special guests: letizia vitale (voice on “waiting”) and raffaella di bari (female voice on “two voices”)

- digital recording made by lastri on the yamaha md4 digital multitrack recorder.

- cover concept and graphics by m.l.

 Additional Notes:

- the rebirth is my rebirth. after a long time period of darkness, the music starts once again to play my heart, to beat my temples, to fill my lungs. and I live again. five years to write a disc is a very long time, but during this period my inspiration and my sentiments have been doubtful. finally, now this is the right time, the right place, the right music.

-during this new musical adventure I looked for the critics and the encouragement of my group components (lorenzo, fabiano, serena and barbara) and the magical voices of letizia and raffaella, because every rebirth is very difficult without true friends.

- the friends who contributed to this cd without playing instruments are all the same, but they are always the best: elena, gualtiero, marisa, cherry, gianni, francesco, alberto, elena, letizia, raffaella, silvia and all the lithean people.

the rebirth is dedicated to the memory of my only real uncle maris.

sincerely, marco l.

 

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La Stanza delle Parole v2.0: la metamorfosi di un pezzo attraverso otto anni della mia vita

Nella vita si cambia.

Da un momento all’altro tutto quello che sembrava il tuo mondo ti crolla addosso e ti lascia sulla pelle e nella carne dolore e ferite. E così cambiano le priorità, cambiano le idee, i punti di riferimento. E ci trasformiamo in qualcuno di diverso,capita sempre qualcosa del genere secondo me (o perlomeno penso sia una cosa molto comune).

Il brano che vi presento oggi ha subìto questo processo assieme a me, e la sua metamorfosi ha preso un lasso di tempo di otto anni circa. La prima versione del pezzo infatti vede la luce nel lontano 2000, col titolo di “La Stanza delle Parole”.
Nasce per piano e voce, con un testo sdolcinato tra Federico Moccia  e i Lunapop, e se ci ripenso oggi mi fa rotolare dal ridere… :-D
Nel 2005 lo ritrovo registrato (in modo pessimo) in una musicassetta. E penso che quel testo ci sta proprio male, sembra scritto da un ragazzino.

Ma la musica (o meglio, la sequenza armonica) è buona. Potrebbe essere riutilizzata, anche se non so come. Fatto sta che cestino al volo il testo, butto via la cassetta, riregistro la parte di pianoforte senza voce (stavolta in digitale, sul mio vecchio pc), e tutto finisce lì.

Nel 2008 stavo lavorando a “Eve” (sì, proprio quel concept album che sembra proprio destino che io non riesca a concludere mai …per tutta una serie di motivi, ma forse sopratutto per pigrizia e per eccesso di perfezionismo), quando ritrovo in quel vecchio hard disk (il pc che lo ospitava nel frattempo era defunto) la base di piano di “La Stanza delle Parole”, e penso di poterne ricavare un bel finale elegiaco e sinfonico per “Eve”.

…La splendida copertina di Eve, dipinta dall’ amico e artista Alvaro Allegri

Basta solo buttare nel cestino anche quel pianoforte moscio, sostituirlo con un bel loop elettronico, aggiungere Mellotron, un solo di Minimoog e synthbass, nonché una bella parte di batteria “cattiva”. In più aggiungo una parte iniziale che col vecchio brano non c’entra nulla, giusto per rendere il tutto ancora più strano e articolato.

Così “La Stanza delle Parole” diventa “The Words Room”, un brano diviso in due parti ideali chiamate con i sottotitoli “Hope” e “Eve’s Awakening”. Ed è così che oggi vi propongo questa metamorfosi”totale” di un mio pezzo.

Come è cambiato lui dal 2000 al 2008, così sono cambiato io. Provate pure a immaginare come doveva essere per piano e voce….E pensate che per fortuna adesso è così. ;-)

Buon ascolto!

PS: la versione per solo piano e per piano e voce non esistono più. A meno che qualcuno di voi non abbia un bootleg (assolutamente rarissimo, ve lo assicuro!) ;-)

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